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ARGENTINA
PARADOSSI e PENNELLATE

A me sarebbe piaciuto nascere in Argentina...
– c'è chi ha avuto la fortuna...
40.000.000 ! –
Quasi tutto nell'Argentina è un paradosso. Questo enorme
Stato (area continentale 2.766.890 piú isole e parte antartica 4.025.700
chilometri quadrati) è per usanze e tradizione
da sembrare lontano dalla realtà d'oggi, e invece è... Una moderna
nazione!.
Ma forse l'antinomia piú grande sia che questo idilliaco
Paese, che figura al secondo posto per superficie nel Sud America e all'ottavo
nel mondo, abbia la maggiore popolazione d'italiani all'estero ...
PER QUALE RAGIONE?
In mezzo agli attriti inte rnazionali
d'oggi, l'Argentina è «un'isola» di serenità pastorale, un monumento
all'orgoglio e alla tenacia, che trova la propria espressione nel motto del
Paese: IN UNIONE e LIBERTÀ. Questa tranquillità si fonda sullo schietto
spirito pratico del suo popolo e sul suo vivo attaccamento alla
democrazia.Questa devozione alla pace la si avverte nelle soleggiate campagne
di La Pampa; pianeggiante e di ampio orizzonte, nel terzo inferiore dello
scudo - adottato nella sua forma corrente nel 1944 - nella tranquillità e
concordia nella sfera della vita pubblica, nelle bianche montagne di
Patagonia, nella calma di 30.200 km² di acque pure, nelle piane del Gran Chaco
(una regione molto calda e a clima subtropicale) e potrebbe citare più esempi.
Perché l'Argentina ha dato vita all'ONU nel 1945?. Perché
le nazioni prosperano nella pace!.
Il risultato di tutto ció - come uno immagina - dovrebbe
essere un custode o sentinella, e non lo sappiamo?... Uno abbiamo!.
L'Aconcagua (6962 ms.l.m.) nelle Ande argentine. E` la più alta montagna di
tutto l'emisfero meridionale; il suo nome, secondo alcuni deriva dalle parole
quechua "Ackon Cahuak", cioé SENTINELLA DI PIETRA.
Sará l'educazione dell'ambiente...?
a volte, gli argentini sembrano un popolo bucolico,
ingenuamente bucolico, ma sono fra la gente piú educata del mondo.
L'analfabetismo è praticamente sconosciuto. Il mondo moderno ha bisogno di un
Stato come L'Argentina, non foss'altro per dimostrare che sul nostro pianeta è
ancora possibile godere un po' di tranquillità e pace, Pace... maturata per sé
e non per altri!.
– URBE –
Spaccata dal «baratro» di un bel ed ampio viale (9
di Luglio), larga e alberata come un giardino la città di Buenos Aires è
solcata da altri innumerevoli abissi (chiamati "Baches") come se un
artiglio ciclopico avesse in qualche tempo straccio il terreno sul quale
sorge. Ma la fumosa città no rispecchia il vero carattere "Porteño"; per
trovare il suo cuore bisogna scendere piú a sud, nel cosiddetto "Gran Buenos
Aires", dove migliaia di stabilimenti, in cui si sviluppano diversi produzioni
industriali, si annidano.
E piú ancora, bisogna fermarsi per un poco nella superba
Capitale (anche la maggiore città dell'Argentina), che un secolo addietro era
nota come la Parigi dell'America del Sud:
Una delle caratteristiche piú felici della cittá è la sua
posizione, proprio nel cuore del Paese. Con una superficie di 200 km², Buenos
Aires sorge alla vita sulle sponde del fiume più largo (296 chilometri) del
mondo. Abbiamo notizie che un uomo al servizio dell'arte, Gian Lorenzo
Bernini, nel 1651 - con linee magnifiche - plasmò Il Fiume dell'Argento,
rappresentando tutto il continente americano. Oggi si alza a Roma, in una
piazza di particolare rilievo storico.
Case e strade sembrano parigine, ma tutte le insegne sono
in spagnolo e nell'aria stessa vibrano la leggerezza e l'animazione della
Francia... Un altro paradosso!.
Come tutte le grande metropoli, Buenos Aires ha negozi
modernissimi, lungo la strada Santa Fé, ad esempio. E l'ottima orchestra
sinfonica della città capitale dispone di uno edificio, che si estende per
grande spazio, destinato alla rappresentazione di opere drammatiche e ad altri
spettacoli pubblici... Il teatro Colon!.
Per prevenire i reati, individuare i loro autori e tutelare
l'ordine pubblico, funziona bene l'azione svolta dallo Stato, anche
organizzazioni private con funzioni di sorveglianza. Ma sono frequenti furti
commessi asportando merci da una vetrina dopo averla infranta... Cioé, Il
paradosso di metropoli!.
Italia 1900... 2; 3; 6; 10; 25; 59, ecc: Abbracci lunghi,
cofani, cofanetto borchiati di ferro, bauli di legno grezzo, cesti, i fischi
dei segnali, i comandi, ordini. Occhi. Dolcezza. Implorazione. Voci rauche di
pianto che gridano... Addio!.
Oggi: Argentina, è il paese dove vive il maggiore numero
d'italiani!
Io non dimenticherò mai... Il perché lo sanno già.
per Andrea Dennevi
Andrea G. Dennevi, venuto
al mondo nel 1929 a Novara, capoluogo dell'omonima
provincia, esattamente il martedì 22 gennaio;
lo stesso giorno che si celebra la festa di San Gaudenzio. Da una
famiglia ceto medio, mostró ben presto di possedere quella ferrea volontà e
quell'ardore per l'agricoltura. Andrea, di ventuno anni, interessato alla
coltivazione di grandi estensioni, emigrò nel 1950 in Argentina. Sbarcato a
Buenos Aires, dove passo una settimana in attesa di conoscere la loro
definitiva destinazione. Poi proseguo il viaggio verso la città di Bolivar,
dove si stabilì in una località situata verso Vallimanca, oltre il fiume
omonimo. Oggi, con una proprietà terriere difficilmente immaginabili in
Novara, abita in casa confortevole, la loro vita è dedicata esclusivamente
alla campagna ed all’allevamento del bestiame. Quest’anno Andrea compié 80
anni.
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